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Attualità
Un migrante per strada ha fame: due poliziotti ed un docente gli donano panini, pizza e acqua
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Scritto da
Angelo Augusto
E’ bastato uno sguardo, tra due poliziotti della Volante ed un docente in pensione, per far scattare la solidarietà che continua a contraddistinguere, in questo periodo difficile, i licatesi.
Il grande cuore di tre uomini, due agenti appunto ed un professore, ha consentito ad un migrante di non morire di fame.
A raccontare l’accaduto, pubblicando un post su Facebook, è stato stamattina Salvatore Lombardo, docente in pensione, già consigliere comunale ed amministratore del Comune.
“Ieri sera sabato 18 aprile 2020, casualmente intorno alle 21 circa, mentre aspettavo – ha scritto Lombardo nel post – che dal forno di casa venisse fuori la pizza, dal balcone della mia abitazione, in un corso Serrovira svuotato, ero incuriosito dal lampeggiare di un’auto della Polizia. A pochi metri due agenti si intrattenevano con un extracomunitario a disagio”.
“Senza proferir parola alcuna, col solo sguardo abbiamo dialogato – aggiunge Lombardo – e senza neppur pensare, entrato in casa, sulla tavola trovo alcuni pezzi di pizza, acqua, biscotti e altro. Senza riflettere e senza chiedermi chi li abbia preparati, prendo il sacchetto e col gancio lo calo giù e subito vedo uno degli agenti a passo veloce giungere sin sotto il balcone. Con gli sguardi emozionati e senza proferir parola alcuna, il cibo è stato dato al fratello bisognoso che con lo sguardo ci ha ringraziati”.
“Ebbene, oggi sento il dovere di ringraziare i Poliziotti intervenuti e spero che a Licata – conclude Lombardo – si faccia a gara per non far mancare il cibo a chi non ce l’ha”.
Dal docente in pensione arriva anche un appello al clero cittadino.
“In questo difficilissimo momento credo sia utile – dice Salvatore Lombardo – che le parrocchie, che già tanto fanno per venire incontro ai bisogni di chi ha meno, grazie a sacerdoti e volontari allestiscano dei locali dove, magari nel pomeriggio, chi ha fame possa ritirare un sacchetto con del cibo. Non parlo di realizzare delle mense, ma proprio di fornire viveri a chi ha fame. Mi auguro che il mio appello sia ascoltato”.
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